Sunday, November 05, 2006

con retardo escribo.

Si dice che da due film a questa parte Pedro Almodovar ab bia fatto ritorno a casa. Con la Mala education ha, per la prima volta, parlato di suo padre. Con Volver ha riannodato il filo di tutta la sua filmografia ed è tornato a parlare di sua madre. Volver si presenta per quello che è. una giostra della vita, un inno alle pulsioni e alla solidarietà femminile, una storia di destini incrociati, una pellicola classica che mescola, Il romanzo di Mildred e Arsenico e vecchi merletti, ma anche un pò al neoralismo italiano ( Penelope Cruz, straordianria con il sedere posticcio e le sue acconciature che fanno omaggio alle maggiorate del dopoguerra).
Volver è tutto questo, ma è sopratutto un film sulla morte. Il film si apre con le donne di un villaggio della Mancha, che puliscono delle tombe di famiglia. Raimunda (Cruz), sua figlia Paula (Yohanna Cobo9, sua sorella Sole (Lola Duenas), sono in visita da Madrid. Eredi della protagonista di Che ho fatto per meritare tutto questo?, vanno incontro ad Augustina (Bianca Portillo), che il villaggio non l'ha mai lasciato, è una donna sola e in pena. I loro destini, annodati a quelli dei loro morti, si legheranno a quelli di altre morti e a quelli di fantasmi che tornano per accogliere e svelare segreti.
E' palese omaggio al mondo femminile mediterraneo, alla sua capacità di sopravvivenza, al corpo della donna e alla vitalità che esprime.
Con ritardo rispetto all'uscita del film scrivo questo articoletto, ma ho scoperto da poco questa invenzione chiamata blog.
Volevo semplicemente scrivere di questo film per me uno dei più belli del 2006 ed anche uno dei più belli di Pedro. GRAZIE PEDRO PER ESISTERE! A Ida la mia Penelope.

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